INSALATA DI PUNTARELLE

puntarelleLe puntarelle sono una verdura molto saporita, assomigliano alla cicoria.
Prendiamo quindi 400gr. di puntarelle, puliamole bene, separiamo le “cimette”ad una ad una e mettiamole in una terrina.
Prepariamo poi la salsa per condirle: pestiamo in un mortaio uno spicchio di aglio e 3 alici diliscate e dissalate, versiamo in un piatto fondo ed aggiungiamo olio di oliva,  aceto e pepe, amalgamiano, assaggiamo per aggiustare di sale e versiamo sulle puntarelle.
Dopo aver mescolato, serviamo.

COTECHINO IN ZUPPA

foto 2 (7)Vi sono avanzate alcune fette di cotechino e non sapete come riproporle?!
Subito pronta una deliziosa zuppa che ci risolve il dilemma (cotechino come?) e che può tranquillamente fungere da piatto unico.
Prepariamo un trito con una carota, due gambe di sedano, una cipolla dolce, mezzo spicchio di aglio e lasciamo soffriggere leggermente.
Aggiungiamo poi 4-5 cucchiai di lenticchie (preferibilmente quelle piccole di Castelluccio di Norcia), che prima avremo messo a bagno per qualche minuto in acqua tiepida con l’aggiunta di un cucchiaino di bicarbonato, mescoliamo accuratamente e poi copriamo con brodo vegetale e lasciamo sobbollire per circa mezz’ora, aggiungiamo ora una bustina di zafferano, un cucchiaio di concentrato di pomodoro, un pizzico di peperoncino, lasciamo cuocere per 5 minuti ed uniamo una cucchiaiata di prezzemolo trito e 4-5 fette di cotechino già lessato e tagliato a dadini.
Una grossa mescolata e portiamo in tavola bollente!

CODA DI ROSPO AL VINO BIANCO

Prendiamo 4 code di rospo da 300gr. l’una, laviamole in acqua salata, asciughiamole bene e tagliamole a fette.foto 4 (3)
Mettiamo in una casseruola con un bicchiere di olio di oliva un trito composto da una cipolla di media grandezza, due spicchi di aglio, una costa di sedano, un mazzetto di prezzemolo e gli aghi di due rametti di rosmarino,foto 5 (1) lasciamo soffriggere dolcemente per una decina di minuti, quindi uniamo le fette di coda di rospo precedentemente passate nella farinafoto 3 (4), condiamo con sale e pepe e facciamole rosolare da ambo le parti, uniamo poi 2 bicchieri di vino bianco secco e continuiamo la cottura in forno a 180° per circa mezz’ora, bagnando ogni tanto il pesce con il suo sugo di cottura.
foto 5 (2)Servire ben caldo volendo guarnito con ciuffi di prezzemolo e qualche fetta di limone.

….e vi propongo un’ottima salsa di accompagnamento….

Vellutata di fagioli e cavolfiore

Vellutata di broccoliMettiamo a bagno 300gr. di fagioli borlotti con un pizzico di bicarbonato per almeno 12 ore e poi lessiamoli con un po’ di sale.

Lessiamo quindi un cavolfiore di circa 600gr.
Quando i fagioli saranno cotti lasciamoli insaporire in una casseruola con 5 cucchiai di olio e uno spicchio di aglio, aggiungiamo il cavolfiore a pezzi e versiamo poi un litro abbondante di brodo vegetale.
Lasciamo cuocere ancora per un quarto d’ora, quindi frulliamo il tutto.
Serviamo bollente nei singoli piatti con l’aggiunta di qualche pistacchio e a piacere cospargendo di grana grattugiato o pecorino romano.

 

Con questa ricetta partecipo al contest “Sapori d’autunno” di Beatitudini in Cucina

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TARASSACO

Dall’inizio della primavera fino al tardo autunno si notano i sui simpatici fiori giallo dorato un po’ dovunque: nei campi, ai margini delle strade e negli incolti dalla pianura alla montagna.
Il Tarassaco, pianta erbacea perenne, ha foglie profondamente dentellate, tutte basali, disposte a rosetta; la radice è grossa e fusiforme,
le infiorescenze, simili a piccoli girasoli, una volta completata la fioritura, si trasformano in luminose sfere che il primo alito di vento disperde in copiosi semi alati.
I lussureggianti fiori sono poliniferi e ricchi di nettare: il miele che si ottiene è delicatamente amaro oltre che benefico.
Spezzando qualsiasi parte del fusto fistoloso, cioè cavo all’interno, ne esce un lattice bianco appiccicaticcio, assai amaro.
In primavera molti sono coloro che, muniti di appositi coltelli, vanno per prati e campi alla ricerca dei buoni germogli di tarassaco. Uniamoci anche noi .Approfittiamo di qualche bella e tiepida giornata  per fare una lunga e produttiva passeggiata sui prati. Armiamoci di un coltellino e con pazienza estirpiamo le piantine  con un po’ di radice.
A casa laviamo bene e lessiamo in una capace pentola, scoliamo e al momento di servire diamo una passata in una padella in cui abbiamo fatto soffriggere dello scalogno tritato fine.

Vi propongo qui di seguito un altro gustoso modo di apprezzarli: laviamo molto bene 1kg. di radicchietto di campo eliminando ogni traccia di terriccio e facciamoli a bollire in una pentola con acqua salata per una ventina di minuti.
Scoliamoli  e mettiamoli in una padella in cui abbiamo fatto rosolare uno spicchio di aglio tritato e 50gr.di lardo pestato con la lama di un coltello.
Aggiustiamo di sale e pepe e lasciamo cuocere a fuoco dolce e coperti per una mezz’ora, aggiungendo un po’ di brodo se necessita.

Successo assicurato e grande soddisfazione per noi grazie ad una proficua passeggiata fra i campi!
Un’ antica usanza prevede di servirlo crudo condito con lardo abbrustolito e aceto di vino.

Ed  ora una piccola ricetta della cucina agordina che si può gustare spesso nei ristoranti della zona in questa stagione in cui si trova il radicchio migliore,  quello cresciuto sotto la neve e colto sui prati appena questa si scioglie.
Puliamo molto bene 200gr. di radicchio di campo, facciamo rosolare 100gr. di pancetta in 50 gr. di burro ed aggiungiamo 30gr. di pane da toast tagliato a cubetti, dopo 5 minuti di cottura uniamo un cucchiaio di aceto e spegniamo subito, versiamo sul radicchio che abbiamo messo in una capace terrina e serviamo ancora caldo.
Il contrasto fra il fresco del radicchietto e il caldo del condimento è veramente notevole!

FUNGHI TRIFOLATI

Prendiamo 300gr. di funghi coltivati ben puliti e tagliati sottilmente, mettiamoli  in una padella in cui è stato soffritto uno spicchio di aglio in 50gr. di burro ed un po’ di olio,  mescoliamo, saliamo e continuiamo a cuocere a fuoco lento per circa 30 minuti, aggiungendo un bicchiere di latte a circa metà cottura.
Se vogliamo uniamo alla fine un cucchiaio di prezzemolo tritato fine, mettiamoli ben caldi sulla pirofila di semolino, portando subito in tavola.

AROMATICHE IN CUCINA

COMPOSIZIONE CON: una piantina di peperoncino,aglio, salvia, rosmarino, timo, alloro, erba luigia, ecc.

Come allestirla:
prendiamo un cestino, rivestiamolo con della plastica robusta e poi inseriamo dell’oasis (spugna da fioristi) ben bagnata seguendo la forma del cestino.
Cominciamo coll’inserire il vasetto di peperoncini, posizioniamo ora i rametti di rosmarino lungo il lato  posteriore, inseriamo dei rami di erba luigia o di alloro, sempre sul dietro della composizione, mettiamo dei ciuffi di salvia più bassi dei rami precedenti e davanti, qualche rametto di timo lungo il bordo e le teste di aglio infilzate in uno spiedino ad alleggerire il tutto.
Sarà sufficiente cambiare i rami quando si seccano per avere il nostro piccolo orto di aromatiche sempre pronto!