CAMELIE

Le camelie sono fiori che vi appassionano?
Se siete fra coloro che in primavera amano veder aprire i fiori della camelia e che a lungo rimangono sulla pianta, quasi a farsi ben ammirare, e poi quando si staccano formano per terra, subito sotto la pianta, una macchia colorata bellissima, allora non potete perdervi un viaggio in Galizia.
La Galizia (estremo nord ovest della Spagna) infatti è terra di camelie, grandi, alte, camelie antiche (anche più di 200 anni), camelie dai fiori colorati e dalle molte forme.
Lo spettacolo che offrono in questa stagione è veramente incredibile, di rara bellezza, giustamente grande orgoglio regionale.
Le piante sono le regine incontrastate dei giardini che circondano le dimore (paso) costruite in pietra locale, scura, e fungono da contorno ai giardini con siepi di bosso sagomate, piantate a disegnare stemmi, riquadri vari in virtù di una favolosa arte topiaria che rende ogni siepe, ogni spazio unico nel suo genere.
E attorno alti boschi di eucalipti, che riparano dal forte vento che spira dall’oceano e rendono l’aria un concentrato di profumo.

E voi avete sul terrazzo o in giardino una camelia? Se è così vi propongo un’idea perchè nessun fiore venga sprecato, neanche quelli che cadono: metteteli a navigare  in un vaso di vetro trasparente basso, largo, ma dalla bocca stretta ( può adattarsi anche la classica boccia per i pesci rossi), appoggiato su alcune foglie di edera.
Sarà una macchia di colore che starà bene in qualsiasi angolo di casa.

Avete invece da preparare un pacchetto con un piccolo dono?
Niente di meglio che abbellirlo con un decoro floreale:
della semplice carta da pacchi, una foglia di edera, un fiore di camelia da incollare sopra ed ecco pronto il vostro regalo personalizzato.

SCALOPPINE ALL’ACETO BALSAMICO

Prepariamo 6 fettine di vitello leggermente battute,  condiamole con sale e pepe e passiamole in un velo di farina. E’ molto importante infarinare le scaloppine proprio al momento di cucinarle.
Mettiamo sul fuoco  una casseruola in cui le fettine possano stare allineate in un solo strato e facciamo sciogliere 50gr. di burro e un paio di cucchiai di olio di semi, quando il tutto sarà ben caldo immergiamo le scaloppine, facendole cuocere a fuoco vivace da ambo le parti.
Bagnamo con 2 cucchiaiate di aceto balsamico, lasciamo evaporare e portiamo a completa cottura aggiungendo ½ tazza di brodo, non grasso e bollente.
Servirle accompagnate dal loro sughetto di cottura.
Oggi niente foto, le scaloppine non erano particolarmente fotogeniche, ma buone sì!

ANCORA SUL TARASSACO…

Dalla cucina modenese un’ottima                                                                                                   INSALATA AL PARMIGIANO-REGGIANO E ALL’ACETO BALSAMICO TRADIZIONALE DI MODENA
Raccogliamo e mondiamo 6 cespi di radicchietto di campo lasciando attaccato il saporitissimo pezzetto di radice, laviamoli a lungo in acqua corrente fredda e poi asciughiamoli accuratamente.
Mettiamoli in una terrina e cospargiamoli con 100gr. di Parmigiano-reggiano tagliato a fette sottili con l’attrezzo per affettare il tartufo, poi saliamo e versiamo 3 cucchiai di aceto balsamico.
Mescoliamo a lungo, versiamo 6 cucchiai di olio extravergine d’oliva e mescoliamo ancora.
E’ un ottimo accompagnamento per scaloppine all’aceto balsamico o arrosti.

TARASSACO

Dall’inizio della primavera fino al tardo autunno si notano i sui simpatici fiori giallo dorato un po’ dovunque: nei campi, ai margini delle strade e negli incolti dalla pianura alla montagna.
Il Tarassaco, pianta erbacea perenne, ha foglie profondamente dentellate, tutte basali, disposte a rosetta; la radice è grossa e fusiforme,
le infiorescenze, simili a piccoli girasoli, una volta completata la fioritura, si trasformano in luminose sfere che il primo alito di vento disperde in copiosi semi alati.
I lussureggianti fiori sono poliniferi e ricchi di nettare: il miele che si ottiene è delicatamente amaro oltre che benefico.
Spezzando qualsiasi parte del fusto fistoloso, cioè cavo all’interno, ne esce un lattice bianco appiccicaticcio, assai amaro.
In primavera molti sono coloro che, muniti di appositi coltelli, vanno per prati e campi alla ricerca dei buoni germogli di tarassaco. Uniamoci anche noi .Approfittiamo di qualche bella e tiepida giornata  per fare una lunga e produttiva passeggiata sui prati. Armiamoci di un coltellino e con pazienza estirpiamo le piantine  con un po’ di radice.
A casa laviamo bene e lessiamo in una capace pentola, scoliamo e al momento di servire diamo una passata in una padella in cui abbiamo fatto soffriggere dello scalogno tritato fine.

Vi propongo qui di seguito un altro gustoso modo di apprezzarli: laviamo molto bene 1kg. di radicchietto di campo eliminando ogni traccia di terriccio e facciamoli a bollire in una pentola con acqua salata per una ventina di minuti.
Scoliamoli  e mettiamoli in una padella in cui abbiamo fatto rosolare uno spicchio di aglio tritato e 50gr.di lardo pestato con la lama di un coltello.
Aggiustiamo di sale e pepe e lasciamo cuocere a fuoco dolce e coperti per una mezz’ora, aggiungendo un po’ di brodo se necessita.

Successo assicurato e grande soddisfazione per noi grazie ad una proficua passeggiata fra i campi!
Un’ antica usanza prevede di servirlo crudo condito con lardo abbrustolito e aceto di vino.

Ed  ora una piccola ricetta della cucina agordina che si può gustare spesso nei ristoranti della zona in questa stagione in cui si trova il radicchio migliore,  quello cresciuto sotto la neve e colto sui prati appena questa si scioglie.
Puliamo molto bene 200gr. di radicchio di campo, facciamo rosolare 100gr. di pancetta in 50 gr. di burro ed aggiungiamo 30gr. di pane da toast tagliato a cubetti, dopo 5 minuti di cottura uniamo un cucchiaio di aceto e spegniamo subito, versiamo sul radicchio che abbiamo messo in una capace terrina e serviamo ancora caldo.
Il contrasto fra il fresco del radicchietto e il caldo del condimento è veramente notevole!

ROTOLO AGLI ASPARAGI e ZUPPA DI ORZO E ASPARAGI

Primavera tempo di asparagi;
siano essi bianchi, violetti o verdi, appartengono tutti alla stessa specie botanica (Asparagus officinalis L., famiglia delle Liliacee) e tutti ugualmente apprezzati nell’ambito gastronomico.
Prepariamoci dunque a gustarli in diverse ricette.
Per cominciare vi propongo un “rotolo un po’ particolare.

Prepariamo la pasta: in una pentola mettiamo 40gr. di burro, lasciamolo sciogliere ed aggiungiamo 60gr. di farina, mescolando con cura, uniamo poi un po’ alla volta 3dl. di brodo bollente e cuociamo per una decina di minuti. Assaggiamo ed aggiustiamo di sale, se necessario.
Togliamo dal fuoco e facciamo raffreddare per pochi minuti prima di unire 4 rossi d’uovo, sempre mescolando accuratamente.
Montiamo a neve la 4 chiare ed uniamole molto delicatamente al composto.
Accendiamo il forno a 200°, rivestiamo una teglia rettangolare di 20cm. per 30cm. con della carta da forno, versiamo la pasta in modo uniforme e facciamo cuocere per una ventina di minuti.
Nel frattempo spelliamo e priviamo della parte più dura e legnosa del gambo  400gr. di asparagi bianchi,  leghiamoli con lo spago da cucina o come ho scoperto recentemente, con dei laccetti di silicone, veramente comodi  e mettiamoli in posizione verticale in una pentola alta e stretta, in acqua salata bollente, con le punte rivolte verso l’alto, ma fuori dall’acqua, poiché il calore e il vapore sono sufficienti per cuocerli.
Lasciamoli bollire per circa 15 minuti, quindi leviamoli dall’acqua e avvolgiamoli in un canovaccio per completare la loro cottura e contemporaneamente privarli dell’acqua in eccesso.
Mescoliamo a 80 gr. di tonno sott’olio ben sgocciolato e tritato 150gr. di maionese, va molto bene anche quella light, e spalmiamo il composto sulla pasta, lasciando libero per 5 cm. il bordo più lungo.
Distribuiamo uniformemente gli asparagi, mettendoli nel senso della lunghezza ed arrotoliamo delicatamente, avvolgendo con la carta da forno della cottura, stringendo poi il tutto con della carta argentata.
Mettiamo in frigorifero in maniera che il rotolo si amalgami e serviamo tagliando a fette, se avanzano alcuni asparagi sbizzariamoci con le decorazioni.
Ottimo primo piatto, se il tempo si decidesse a scaldare un pochino, altrimenti non ci resta che la zuppa d’orzo e asparagi!……sarà la prossima ricetta, seguitemi.

ZUPPA D’ORZO AGLI ASPARAGI
Lessiamo 160gr. di orzo perlato e ammollato, se necessario, in abbondante acqua salata e scoliamolo dopo una ventina di minuti.
Puliamo un cipollotto, tritiamolo molto fine e lasciamolo rosolare in un bicchiere di olio extravergine di oliva, uniamo poi 400gr. di asparagi bianchi (il massimo se sono quelli di Bassano!), precedentemente lavati, spellati e privati della parte più dura e legnosa.
Saliamo, pepiamo e lasciamo cuocere a fuoco moderato per un quarto d’ora dopo aver versato un litro di buon brodo di pollo, uniamo ora l’orzo e continuiamo a cuocere per altri 10-15 minuti.
Versiamo su piccole fondine e condiamo  grattugiandoci sopra del formaggio  grana o, se piace un sapore più deciso, della ricotta affumicata stagionata e per finire una croce di olio extravergine.
Zuppa densa e profumata che può introdurci a secondi importanti; che ne pensate di uno stinco di vitello al forno?

TORTA DI CIOCCOLATO ALLE VIOLETTE

Una squisita torta al cioccolato con un decoro strettamente primaverile.
Sciogliamo a bagnomaria 200gr. di cioccolato fondente, nel frattempo prendiamo 180gr. di burro ammorbidito a temperatura ambiente e mescoliamolo  con 100gr. di zucchero di canna raffinato.
Uniamo 3 tuorli di uova,  100gr. di mandorle tritate fini e il cioccolato fuso, mescolando molto bene,
aggiungiamo 90gr. di farina ed infine versiamo con delicatezza nel composto i 3 albumi montati a neve ben ferma.
Versiamo il tutto in una tortiera rotonda di 20cm. di diametro ed inforniamo a forno già caldo(180°) per una mezz’ora circa, fino a che, inserendo uno stuzzicadenti nel composto, questo non ne ucirà asciutto (vecchio metodo, ma sempre molto utile!).
Estraiamo quindi la torta dal forno e mettiamola a raffreddare, meglio se su di una graticola.
Posiamola poi sul piatto da portata o su di una alzatina e procediamo con la decorazione: sciogliamo dapprima, sempre a bagnomaria, 100gr. di cioccolato fondente, aggiungiamo un paio di cucchiai di latte e mescoliamo per ottenere un composto omogeneo.
Versiamolo quindi sulla torta aiutandoci con una paletta per distendere uniformemente il cioccolato e poi decoriamo a piacere con i fiori di violette stabilizzate (circa 60gr.).
La primavera è in tavola!