INSALATA DI PUNTARELLE

puntarelleLe puntarelle sono una verdura molto saporita, assomigliano alla cicoria.
Prendiamo quindi 400gr. di puntarelle, puliamole bene, separiamo le “cimette”ad una ad una e mettiamole in una terrina.
Prepariamo poi la salsa per condirle: pestiamo in un mortaio uno spicchio di aglio e 3 alici diliscate e dissalate, versiamo in un piatto fondo ed aggiungiamo olio di oliva,  aceto e pepe, amalgamiano, assaggiamo per aggiustare di sale e versiamo sulle puntarelle.
Dopo aver mescolato, serviamo.

INSALATA DI SPINACINI

foto (36)Oggi un’insalata ricchissima in ferro e veramente particolare!
Spremiamo mezza arancia sugosa e tagliamo a rondelle e poi a metà la rimanente.
Decoriamo con questi spicchi  una insalatiera in cui abbiamo sistemato degli spinacini freschi e molto ben puliti e condiamo con un po’ di olio extra vergine di oliva e un pizzico di sale.
Cospargiamo con una abbondante cucchiaiata di pinoli e versiamo il succo di arancia.
Mescoliamo accuratamente prima di servire.

FONDI DI CARCIOFO CON RADICCHIO

Cuocere 6 fondi di carciofo ben mondati in 4 cucchiai di olio di oliva, uno spicchio di aglio, salare, coprire di acqua o brodo, lasciando poi cuocere con il coperchio per 10 minuti, scoperchiare e continuare la cottura fino a completa evaporazione del liquido di cottura spolverizzando con un trito di prezzemolo.
Nel frattempo preparare un battuto con ¼ di cipolla bianca e una decina di radici di radicchio e lasciar soffriggere in una padella con 3 cucchiai di olio di oliva, aggiungere 3 cucchiai di brodo e continuare la cottura per una decina di minuti.
Riempire con questo composto i fondi di carciofo che avremo sistemato, bollenti, su di un piatto da portata e serviamo subito. foto (24)

RATATOUILLE SEMPLICE

RATATOUIE 1Tagliamo una cipolla rossa abbastanza sottile e mettiamola a cuocere in una padella con 4 cucchiai di olio di oliva, aggiungendo un paio di cucchiai di acqua, per 5 minuti; tagliamo a cubetti  2 melanzane e 3 piccole zucchine, versiamo nella padella con le cipolle, facciamo cuocere altri 5 minuti quindi uniamo 5-6 pomodorini tagliati a pezzetti e continuiamo la cottura ancora una decina di minuti salando e pepando a piacere.
Poco prima della fine della cottura spezzettiamo alcune foglie di basilico.
RATATOUIE 2E’ così pronto un ottimo accompagnamento a carni o pesci cucinati in maniera non troppo elaborata.

TACCOLE CON POMODORINI

Oggi ho mangiato le taccole come le preparava il nonno!
Quanta tenerezza vedere le mani di mia figlia ripetere dei semplici gesti proprio come li faceva il nonno, piccoli insegnamenti di un grande uomo!

Procediamo così: puliamo 500gr. di taccole e facciamole bollire in acqua salata per 6-7 minuti e poi scoliamole bene.
Nel frattempo tagliamo fine uno scalogno e lasciamolo soffriggere in mezzo bicchiere di olio.
Aggiungiamo 7, 8 pomodorini pelati e tagliati a metà e continuiamo a cuocere per 5-6 minuti.
Aggiungiamo quindi le taccole tagliate in 3 parti e lasciamo cuocere ancora una decina di minuti.
Ottimo contorno con qualsiasi tipo di carne.

ANCORA SUL TARASSACO…

Dalla cucina modenese un’ottima                                                                                                   INSALATA AL PARMIGIANO-REGGIANO E ALL’ACETO BALSAMICO TRADIZIONALE DI MODENA
Raccogliamo e mondiamo 6 cespi di radicchietto di campo lasciando attaccato il saporitissimo pezzetto di radice, laviamoli a lungo in acqua corrente fredda e poi asciughiamoli accuratamente.
Mettiamoli in una terrina e cospargiamoli con 100gr. di Parmigiano-reggiano tagliato a fette sottili con l’attrezzo per affettare il tartufo, poi saliamo e versiamo 3 cucchiai di aceto balsamico.
Mescoliamo a lungo, versiamo 6 cucchiai di olio extravergine d’oliva e mescoliamo ancora.
E’ un ottimo accompagnamento per scaloppine all’aceto balsamico o arrosti.

TARASSACO

Dall’inizio della primavera fino al tardo autunno si notano i sui simpatici fiori giallo dorato un po’ dovunque: nei campi, ai margini delle strade e negli incolti dalla pianura alla montagna.
Il Tarassaco, pianta erbacea perenne, ha foglie profondamente dentellate, tutte basali, disposte a rosetta; la radice è grossa e fusiforme,
le infiorescenze, simili a piccoli girasoli, una volta completata la fioritura, si trasformano in luminose sfere che il primo alito di vento disperde in copiosi semi alati.
I lussureggianti fiori sono poliniferi e ricchi di nettare: il miele che si ottiene è delicatamente amaro oltre che benefico.
Spezzando qualsiasi parte del fusto fistoloso, cioè cavo all’interno, ne esce un lattice bianco appiccicaticcio, assai amaro.
In primavera molti sono coloro che, muniti di appositi coltelli, vanno per prati e campi alla ricerca dei buoni germogli di tarassaco. Uniamoci anche noi .Approfittiamo di qualche bella e tiepida giornata  per fare una lunga e produttiva passeggiata sui prati. Armiamoci di un coltellino e con pazienza estirpiamo le piantine  con un po’ di radice.
A casa laviamo bene e lessiamo in una capace pentola, scoliamo e al momento di servire diamo una passata in una padella in cui abbiamo fatto soffriggere dello scalogno tritato fine.

Vi propongo qui di seguito un altro gustoso modo di apprezzarli: laviamo molto bene 1kg. di radicchietto di campo eliminando ogni traccia di terriccio e facciamoli a bollire in una pentola con acqua salata per una ventina di minuti.
Scoliamoli  e mettiamoli in una padella in cui abbiamo fatto rosolare uno spicchio di aglio tritato e 50gr.di lardo pestato con la lama di un coltello.
Aggiustiamo di sale e pepe e lasciamo cuocere a fuoco dolce e coperti per una mezz’ora, aggiungendo un po’ di brodo se necessita.

Successo assicurato e grande soddisfazione per noi grazie ad una proficua passeggiata fra i campi!
Un’ antica usanza prevede di servirlo crudo condito con lardo abbrustolito e aceto di vino.

Ed  ora una piccola ricetta della cucina agordina che si può gustare spesso nei ristoranti della zona in questa stagione in cui si trova il radicchio migliore,  quello cresciuto sotto la neve e colto sui prati appena questa si scioglie.
Puliamo molto bene 200gr. di radicchio di campo, facciamo rosolare 100gr. di pancetta in 50 gr. di burro ed aggiungiamo 30gr. di pane da toast tagliato a cubetti, dopo 5 minuti di cottura uniamo un cucchiaio di aceto e spegniamo subito, versiamo sul radicchio che abbiamo messo in una capace terrina e serviamo ancora caldo.
Il contrasto fra il fresco del radicchietto e il caldo del condimento è veramente notevole!

SFORMATO DI FINE INVERNO

Ultime verze invernali e radicchio rosso tardivo sono i principali componenti di questo gustoso piatto di fine inverno; d’ora in poi la primavera con i suoi  germogli farà da padrona anche sulla nostra tavola; ma ora accingiamoci a preparare questo saluto all’inverno che ci siamo lasciati alle spalle.
Tagliamo a pezzetti molto sottili 2hg. di radicchio rosso tardivo, 2hg. di cavolo cappuccio viola, 2hg. di verza  e una grossa cipolla di Tropea.
Mettiamo a soffriggere il tutto in una larga padella con un bicchiere di olio a fuoco non troppo vivace per un quarto d’ora, mescoliamo, saliamo e pepiamo ed aggiungiamo ½ bicchiere di acqua calda.
Continuiamo la cottura per altri 20 minuti.
Nel frattempo prepariamo una besciamella con 50gr. di burro, 100gr. di farina ed un litro di latte, saliamola ed aggiungiamo 50gr. di grana grattugiato e 2 uova, uniamola alle verdure amalgamando bene il tutto.
Imburriamo e cospargiamo di pan grattato uno stampo da ciambella di 18cm. di diametro, versiamo il composto ed inforniamo a 180° per  un’ora.
Lasciamo leggermente raffreddare, sformiamo su di un piatto rotondo e ricopriamo con fette sottili di speck o prosciutto crudo.

FUNGHI TRIFOLATI

Prendiamo 300gr. di funghi coltivati ben puliti e tagliati sottilmente, mettiamoli  in una padella in cui è stato soffritto uno spicchio di aglio in 50gr. di burro ed un po’ di olio,  mescoliamo, saliamo e continuiamo a cuocere a fuoco lento per circa 30 minuti, aggiungendo un bicchiere di latte a circa metà cottura.
Se vogliamo uniamo alla fine un cucchiaio di prezzemolo tritato fine, mettiamoli ben caldi sulla pirofila di semolino, portando subito in tavola.

RADICCHIO ROSSO DI TREVISO AL FORNO

E ora un altro modo rapido per gustare il radicchio in tutta la sua bontà.
Laviamo il radicchio preservando anche un pezzo di radice, tagliamolo nel senso della lunghezza in tre parti (quattro se fosse molto grosso), mettiamolo in una pirofila unta con un buon olio di oliva in un solo strato, saliamo e pepiamo a piacere e inforniamo a 170° per una mezz’ora.

Contorno ottimo sia caldo che tiepido e leggerissimo !